Supporto psicologico per bambini e adolescenti
Mi chiamo Daniela Fisicaro, sono una Psicologa-Psicoterapeuta e da molti anni mi occupo di supporto psicologico rivolto a bambini e adolescenti. Lavorare con i minori significa entrare con delicatezza nel loro mondo, rispettare i loro tempi, ascoltare ciò che non riescono ancora a dire e aiutare le famiglie a ritrovare equilibrio e serenità.
Il mio approccio con i più giovani è diverso da quello utilizzato con gli adulti: richiede sensibilità, creatività, osservazione attenta e una profonda conoscenza delle dinamiche evolutive.
La mia esperienza con i minori

Un’esperienza maturata sul campo, accanto ai minori e alle loro famiglie
Da oltre dieci anni lavoro presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta con l’incarico di Giudice Onorario e da diversi anni opero presso la neuro psichiatria infantile in qualità di psicoterapeuta. Queste esperienze mi hanno permesso di conoscere da vicino centinaia di situazioni delicate: minori in difficoltà emotiva, famiglie fragili, contesti complessi in cui era necessario comprendere non solo il comportamento del bambino, ma anche ciò che lo generava.
All'interno di questi ambiti, ho sviluppato le mie competenze nel saper leggere i segnali, anche quelli più silenziosi, e a comprendere il mondo interno dei ragazzi con uno sguardo completo e multidimensionale.
Il mio approccio con bambini e adolescenti

Un modo di lavorare pensato per i più giovani
Il lavoro con i minori è profondamente diverso da quello con gli adulti. Un bambino non porta “sintomi”: porta comportamenti, emozioni, silenzi, paure, difficoltà che spesso non sa spiegare. Un adolescente porta confusione, cambiamenti, fragilità, domande che non riesce a formulare.
Per questo il mio approccio è:
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accogliente, perché ogni ragazzo deve sentirsi al sicuro
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non giudicante, perché nessun comportamento è “sbagliato”, ma sempre un messaggio
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collaborativo, perché il percorso coinvolge anche la famiglia
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adattato all’età, con strumenti diversi per bambini, preadolescenti e adolescenti
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concreto, perché l’obiettivo è aiutare il minore a stare meglio nella vita quotidiana
Utilizzo tecniche della terapia cognitivo‑comportamentale, integrate con strumenti creativi, narrativi e relazionali che permettono ai ragazzi di esprimersi in modo naturale e spontaneo.
Come lavoro con i genitori

Un percorso che coinvolge anche la famiglia
Quando un genitore porta un figlio in terapia, porta con sé anche preoccupazioni, dubbi, sensi di colpa, domande. Per questo dedico sempre uno spazio di ascolto ai genitori, per aiutarli a comprendere cosa sta vivendo il proprio figlio e come sostenerlo nel modo più efficace.
Il percorso non è mai “solo del bambino”: è un cammino condiviso, in cui famiglia e terapeuta lavorano insieme per il benessere del minore.
Quando può essere utile un supporto psicologico

È utile rivolgersi a me se tuo figlio o tua figlia…
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mostra ansia, paure o preoccupazioni ricorrenti
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ha difficoltà a scuola o nel rapporto con i compagni
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vive momenti di tristezza, irritabilità o chiusura
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manifesta comportamenti nuovi o insoliti
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fatica a gestire emozioni intense
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vive un cambiamento familiare importante
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ha difficoltà a dormire o somatizza lo stress
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mostra insicurezza, bassa autostima o ritiro sociale
Un messaggio per te, genitore
Se sei qui, stai già facendo qualcosa di importante
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Capisco quanto possa essere difficile chiedere aiuto per un figlio. Significa riconoscere che qualcosa sta cambiando e che vuoi fare il possibile per sostenerlo. È un gesto di cura, non di fallimento.
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Nel mio studio troverai uno spazio sicuro, rispettoso e professionale, dove tuo figlio potrà sentirsi accolto e dove tu potrai trovare risposte, orientamento e serenità.


FAQ Domande Frequenti
1. Come funziona il primo incontro?
Il primo colloquio serve a conoscerci, capire cosa sta vivendo tuo figlio e valutare insieme il percorso più adatto. È un momento di ascolto e orientamento, senza pressioni e senza impegni a lungo termine.
2. Devo essere presente durante le sedute?
Dipende dall’età del minore e dalla situazione. Con i bambini piccoli è utile coinvolgere i genitori; con gli adolescenti, invece, è importante garantire uno spazio più riservato. In ogni caso, i genitori restano parte attiva del percorso.
3. Quanto dura un percorso psicologico per un minore?
Non esiste una durata fissa: ogni bambino ha i suoi tempi. Dopo le prime sedute, definiremo insieme un percorso chiaro e realistico, monitorando i progressi nel tempo.
4. Come faccio a capire se mio figlio ha davvero bisogno di aiuto?
Se noti cambiamenti nel comportamento, nell’umore, nel sonno, nella scuola o nelle relazioni, può essere utile un confronto. Anche un solo colloquio può aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo.
5. La terapia è diversa da quella per gli adulti?
Sì. Con i minori utilizzo strumenti più concreti, creativi e adatti all’età. Il percorso è calibrato sulle loro capacità espressive e sui loro bisogni evolutivi.

